Parla come mangi! Non è sempre vero.
- Marco Zecca
- 13 giu 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Ecco perché...
“Quando dico una cosa importante, le persone non mi danno retta. Perché?”
Hai mai pensato che forse, lo stai semplicemente comunicando nel modo sbagliato?Il problema non è cosa dici, ma come lo dici.
Nella comunicazione ipnotica verbale il detto “Parla come mangi” non è proprio sempre efficace, o almeno nelle interazioni umane, il dialogo con l’inconscio ha un ruolo non solo importante, di più! Certamente per trasmettere un messaggio chiaro, pulito, comprensibile e che diventi una “call to action” (richiesta di una reazione), a meno che non vesti i panni di una star di Hollywood, la cosa migliore da fare è utilizzare un linguaggio semplice, quello che ti contraddistingue, insomma sii te stesso.
Perché di fatto la personalità di un soggetto può piacere o meno, ma svolge un ruolo caratterizzante dell’individuo, che può generare un feeling armonioso o al contrario una repulsione nei suoi confronti.
Regola base: ma mai essere cloni di qualcun altro, perché risulti comunque una brutta copia, di quell’altro, che non sei tu!
D'altronde nella comunicazione ipnotica verbale, bisogna fare i conti con l’inconscio, che non è sempre così tollerante e accondiscendente. Non lo fa per cattiveria poverino, è così e basta. All’inconscio non piacciono affatto le negazioni. Non le prende proprio in considerazione.
Quando dici ad un tuo dipendente: “Non devi fare sempre gli stessi errori!”Prova a togliere il “non”, rileggi la frase e osserva il risultato che ottieni. Poi ci si lamenta quando insistiamo a ripetere all’infinito le solite cose e “...non mi dà retta!”
Vale anche per te che sei un insegnante o l’ennesimo genitore disperato. Che fatica essere genitori... già devi fare i conti con i flip dell’adolescenza, mò pure l’inconscio ci si mette! Relax!
Il viaggio è lungo e ricco di questi contenuti, ma ecco 3 cose con cui iniziare per usare la parola in modo efficace:
1) Utilizza la modulazione dei volumi del tuo parlato ed esprimi i concetti importanti con l’emozione attinente. Immagina l’enfasi cimiteriale nell’ascoltare un telecronista per 90 minuti di match con un tono piatto e monotono.
2) Pensa bene a quello vuoi dire, prima di dirlo: la dote dell’improvvisazione non è per tutti e quando non lo è (...e sai benissimo che accade quando le cose escono di pancia...), trasmetti insicurezza, pressapochismo o l’irruenza di un gatto strozzato. Non appari affidabile, tantomeno un esempio da seguire.
3) I termini che usi e il modo in cui li esponi cambiano il risultato della loro funzione. Parlare con agitazione e mangiarsi le parole non è sempre il modo più adatto per attirare l’attenzione: il silenzio è d’oro anche durante un discorso. Impara a fare delle pause di silenzio e creerai la giusta suspense lasciandoli ipnotizzati su ciò che verrà dopo.
Insomma, parla come mangi, ma presta attenzione a non magiare come parli, altrimenti, povera digestione...
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